Luoghi

Gran Caffè Margherita

Viareggio, passeggiata

Foto: Paolo Cherubini Barberini, c/o Allure Studio

Elevata a rango di Città da Maria Luisa di Borbone nel 1822, Viareggio è stata uno dei luoghi di villeggiatura più importanti della Bella Epoque italiana ed europea. La città conserva ancora importanti tracce della sua epoca d’oro, sia sui viali a mare che nel centro cittadino. 

Lungo la Passeggiata Margherita, realizzata nella seconda metà dell’800, ancora oggi diversi edifici testimoniano il suo splendido passato: fra questi lo Chalet Martini, l’unica costruzione in legno sopravvissuta da quei giorni, evoluzione delle prime timide costruzione in legno che si affacciavano sul mare, e il Gran Caffè Margherita, che con le cupole all’orientale testimonia la grande passione orientalista diffusa all’epoca, che in musica si ritrova in Madama Butterfly e Turandot di Giacomo Puccini. 

Il Margherita segna con le sue torri lo skyline viareggino, leggera e maestosa allo stesso tempo: le cupole all’orientale, rivestite di tegole a squame verdi e gialle come nei templi di Bangkok, le aperture sagomate e gli archi polilobati la rendono un magnifico simbolo dell’epoca. La grande terrazza del primo piano, su cui svettano le due cupole, presenta una balconata dall’andamento mosso, con colonnini in ceramica dai fusti rigati e lisci; tutta la costruzione è sottolineati da piccoli interventi ceramici che ne delineano la struttura. 

Nell’interno, molto modificato, la sala principale conserva nel soffitto, decorato da Tito Chini, dipinti con cornucopie, putti e uccellini in stile Decò, e lucernari in vetro. Tito Chini decorò anche la loggia aperta sull’esterno.

Foto: Paolo Cherubini Barberini, c/o Allure Studio

Approfondimento

Molti degli edifici della Passeggiata e lungo i viali Manin e Carducci sono decorati dalle ceramiche della Manifattura Fornaci San Lorenzo di Galileo Chini, un vero e proprio museo a cielo aperto dello stile eclettico (vai a scheda La Passeggiata di Viareggio). 

All’epoca i magnifici alberghi della città ospitavano nobili italiani ed europei, musicisti, pittori, scrittori e poeti. La vita culturale era vivace e varia, lungo la passeggiata si trovavano molti caffè chantant e teatri, dove grandi compagnie presentavano in anteprima i loro spettacoli che avrebbero poi portato in giro per tutta la penisola.

Tra i tanti artisti che si esibirono a Viareggio si ricordano Ermete Zacconi, Petrolini, Eleonora Duse, Marta Abba, Maria Melato, Macario e Totò. Amarono Viareggio grandi poeti e letterati come Rainer Maria Rilke, Gabriele D’Annunzio e Luigi Pirandello, e pittori come Galileo Chini, Plinio Nomellini e Moses Levy, che non solo la ritrassero in numerosi dipinti ma vi abitarono per lunghi periodi. 

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